Intervista a Elisa Paesante – Marketing e Country Manager in Sistrix

Elisa Paesante è praticamente il volto italiano di Sistrix in Italia. Per chi non lo conoscesse Sistrix è uno dei tool più importanti sul panorama SEO internazionale.

Persona molto competente, le sue newsletter sono una risorsa FONDAMENTALE!!!! Vi consiglio di seguire il blog https://www.sistrix.it/blog/ per spunti di riflessione sempre molto interessanti.

Conosciamola meglio

Nome e Cognome (presentati brevemente)

Ciao a tutti, sono Elisa Paesante.

Età (puoi tranquillamente bluffare o omettere)

Diciamo che sono giovane dentro 😉

Film preferito

“The Shining” (ma in generale qualsiasi film di Kubrik).

Serie TV preferita.

The Office” (la versione americana). È quel tipo di serie TV che potresti rivedere mille volte e riderne ancora.

Canzone/album/artista preferito

The Arctic Monkeys, soprattutto nei primi anni 2000 con canzoni come “Brianstorm” o “I Bet You Look Good on the Dancefloor“.

Cosa reputi veramente importante nella tua vita?

Sicuramente la famiglia in primis, ma sono anche una persona che ha sempre dato molta importanza alla carriera e ad avere sempre una motivazione per migliorarsi.

Ora veniamo al lavoro

Che lavoro fai?

Sono Marketing e Country Manager. Seguo diversi progetti sia italiani, sia internazionali.

Qual è stato il tuo percorso? Come sei arrivato a fare questo mestiere?

Ho studiato lingue fin da piccola: ho iniziato con il francese, poi l’inglese e infine il tedesco. Dopo il liceo sono entrata all’Università di Torino e mi sono laureata in “Mediazione linguistica” e poi in “Lingue straniere per la comunicazione internazionale”.
Durante l’università ho fatto due erasmus in Germania: prima a Saarbrücken, una città al confine con la Francia, per 7 mesi, e poi a Bayreuth, in Baviera, per un anno.
Dopo queste due stupende esperienze ho cercato di rimanere in terra tedesca il più possibile: ho fatto due tirocini (ben poco pagati, ma divertenti e utilissimi come prime esperienze lavorative) approdando a Münster, una città meravigliosa al confine con l’Olanda. Lì ho continuato a cercare lavoro finché non sono finita a Bonn, e lì sono rimasta fino ad ora.

Da quanti anni lo fai?

Ho iniziato a lavorare a Bonn nel gennaio 2018, pochi mesi dopo la laurea, quindi sono ormai 4 anni.

Per chi lavori? Hai un settore che ti piace particolarmente?

Lavoro da SISTRIX, un’azienda tedesca creatrice l’omonimo tool SEO. In realtà il mio settore di competenza è il marketing, ma con la SEO ho comunque sempre a che fare in via teorica. Adoro il lavoro che faccio perché è estremamente dinamico e ricco di nuove esperienze.

Quali sono le caratteristiche che deve avere chi vuole fare il tuo mestiere?

Sicuramente bisogna essere propositivi e buttarsi anche in compiti che non fanno necessariamente parte del proprio settore in senso stretto. La capacità di organizzarsi e di lavorare in team sono anche fondamentali: sembrano scontate, ma credimi che non lo sono per niente. E infine anche la flessibilità è importante: alcune volte è necessario adattarsi alle circostanze e trovare soluzioni creative.

Hai mai pensato di lasciare tutto ed aprire un chiringuito come il milanese imbruttito?

Sono più un’amante della montagna che del mare, quindi direi di no. Però potrei sicuramente aprire una “Bratwursteria” e organizzare competizioni di salsiccia e birra, alla Bud Spencer e Terence Hill!

Raccontaci quella volta che hai sbagliato tutto

Avevo appena iniziato un tirocinio in un’azienda tedesca ed ero in un team di soli madrelingua. Avevo in mente un progetto davvero interessante che mi sarebbe piaciuto esporre ai colleghi e al team leader, ma all’ultimo mi sono tirata indietro: temevo di non riuscire a spiegarlo nel modo giusto e mi sentivo insicura delle mie capacità comunicative. Il fatto di essere straniera mi faceva sentire come se avessi un handicap rispetto agli altri, e quindi ho preferito tacere. Risultato: un altro collega ha proposto un progetto simile e si è guadagnato le lodi dell’azienda, mentre io me ne stavo a mangiarmi le mani.
Ho imparato che non importa il background linguistico e culturale da cui arrivi: se ti hanno scelto per un lavoro è perché si fidano delle tue capacità, quindi non bisogna mai vergognarsi di porre domande e fare proposte.

Raccontaci quella volta che, invece, tutto è filato liscio

Durante uno dei miei Erasmus mi è capitato di lavorare in una Summer School, occupandomi dell’organizzazione degli alloggi: ogni anno gli studenti in visita, infatti, abitano per i 2 mesi estivi in abitazioni messe a disposizione da privati, come una sorta di Airbnb, mentre di giorno seguono le lezioni. Il mio compito era quello di valutare che gli alloggi rispettassero tutti gli standard igienici e abitativi, facendo in modo che i visitatori si sentissero il più a proprio agio possibile. Peccato che, un giorno, uno di loro venne a lamentarsi che la sua esperienza era stata un completo disastro perché l’appartamento a lui assegnato non corrispondeva alle sue aspettative. Contando che si trattava di un compito a cui tenevo molto, inizialmente me l’ero davvero presa e non volevo sentir ragioni. Su consiglio dei miei colleghi ho però deciso d’incontrare comunque questo studente, immaginandomi una scenata colossale: al contrario, il ragazzo è stato molto cortese con me, apprezzando il fatto che mi stessi interessando di persona al problema. Ci siamo confrontati sui punti nevralgici della questione e scambiati i nostri punti di vista. Risultato: dopo aver fatto delle piccole modifiche, lui ha terminato il suo soggiorno senza altre lamentele e io ho imparato che le critiche non devono essere considerate un fallimento, bensì un modo per migliorarsi.

Quali sono gli aspetti più importanti del tuo lavoro

Avendo a che fare con progetti internazionali in un’azienda non italiana, certamente le lingue e la capacità comunicativa. Inoltre, è fondamentale cominciare i propri compiti con un buon metodo di base, che preveda la definizione di obiettivi iniziali e la misurazione di questi al termine.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Sono un’amante dei videogiochi e dei libri, ma per scollarmi dal divano vado anche spesso in palestra.

Ci consiglieresti 3 libri da leggere assolutamente per il tuo lavoro

In campo SEO direi il libro di Marco Maltraversi “SEO e SEM: guida avanzata al web marketing” e il nuovo “SEOAUDIT avanzato“. Io che mi sono formata in tedesco consiglierei anche “Suchmaschinen-Optimierung” di Sebastian Erlhofer, per chi conosce la lingua.

E 3 libri, invece, che non riguardano il lavoro?

Consigliaci 2 tool essenziali per il tuo mestiere

Certamente SISTRIX in primis, e poi direi il classico Google Search Console.

Secondo te, come si evolverà il tuo mestiere nei prossimi 5 anni?

La pandemia ci ha insegnato che il lavoro in remoto è fattibile e, in molti casi, anche positivo, quindi sono dell’idea che si andrà in quella direzione. Nel settore dell’informatica le lingue diventeranno poi sempre più importanti, in particolare l’inglese, quindi sono certa che chi si approccerà a questo settore dovrà conoscere almeno una lingua straniera fluentemente.

Cosa ti auguri per il prossimo anno?

Mi auguro che si possa viaggiare di nuovo con semplicità perché mi piacerebbe essere più presente ad eventi e congressi del settore. Prendere l’aereo ormai è diventato dispendioso e stressante, contando la diminuzione delle tratte e le regole che cambiano dal giorno alla notte.

L’ultima domanda fattela tu! Come Marzullo fatti una domanda e datti una risposta (se vuoi)

Ma è vero che trovare lavoro in Germania è semplice?
No, non è semplice, soprattutto per chi non sa la lingua. Nessuno ti stenderà il tappetino rosso non appena varchi la frontiera.
Qui in Germania però le aziende generalmente tengono in considerazione il percorso accademico della persona e offrono molte offerte per chi non ha ancora maturato esperienze lavorative: esistono tantissimi tirocini e corsi di avviamento al lavoro che permettono anche agli stranieri di maturare un curriculum, seguendo parallelamente un corso di lingua. Per questo motivo consiglio la Germania come trampolino per i giovani, soprattutto per chi studia il tedesco, così da tornare in Italia con un bagaglio di esperienze maggiore. E poi il cibo non è così male 🙂

Prima di tutto ci tengo a dire che Elisa è giovanissima anche se non ci ha detto l’età.

Questa intervista mi ha colpito molto perché mi sono ritrovato molto in ciò che ha detto e mi piace sempre molto l’approccio propositivo che usa Elisa.

Cosa ci portiamo a casa da questa intervista:

  • Per fare questo mestiere è importante essere propositivi e buttarsi anche in compiti che non fanno necessariamente parte del proprio settore, avere la capacità di organizzarsi e di lavorare in team e infine avere molta flessibilità
  • non importa il background linguistico e culturale da cui arrivi: se ti hanno scelto per un lavoro è perché si fidano delle tue capacità, quindi non bisogna mai vergognarsi di porre domande e fare proposte
  • le critiche non devono essere considerate un fallimento, bensì un modo per migliorarsi

Come sempre vi consiglio di seguire Elisa su linkedin https://www.linkedin.com/in/elisa-paesante-48106a151/