Intervista: Simone Savogin – Poesia Performativa

Simone Savogin è un poeta! Ho avuto il grande onore di averlo come collega quando entrambi lavoravamo per HTML.it nel lontano 2007.

Dopo la fine di quel progetto ci siamo persi di vista fino a ritrovarlo un giorno ad Italia’s Got Talent.

Lo dico in apertura per me era un fuoriclasse quando faceva l’autore in HTML.it ed adesso è totalmente fuori quota!

Nome e Cognome (presentati brevemente)

Sono Simone Savogin e ho il privilegio di potermi divertire da sempre a fare quel che mi piace;

Età (puoi tranquillamente bluffare o omettere)

Fra pochi giorni compirò 42 anni;

Film preferito

Il mio film preferito è Mary & Max, anche se ho una classifica molto fluida e sempre in aggiornamento;

Serie TV preferita

Seppur qui sia molto difficile scegliere, direi che Utopia (nella versione inglese) è stata quella che più mi ha fatto emozionare e appassionare, oltre che colpirmi per fotografia e sound design;

Canzone/album/artista preferito

E qui diventa ancora più difficile… ho sempre detto che la mia canzone preferita è Don’t Follow degli Alice in chains, ma l’ho deciso a 16 anni, quindi probabilmente ne ho avute molte, da allora, ma tutte legate a momenti, periodi e persone, quindi teniamo quella per semplicità, anche se potrei elencarne un po’ troppe; album preferito Pinkerton degli Weezer, che sono anche il mio gruppo preferito, ma se la gioca assai con Where you been dei Dinosaur Jr e Aenima dei Tool, One minute science dei Sunna, ma non continuo, perché altrimenti finisce peggio delle canzoni; artista preferito… difficile, se continuiamo sulla musica, come cantante/autore Maynard James Keenan, Ani Di Franco… attore preferito Tim Roth, pittore preferito Kaspar David Friedrich, poeta-performer preferito Pippo Balestra, monologhisti teatrali Ascanio Celestini e Roberto Mercadini, stand-up comedian Bill Hicks, subito sopra a Louis CK, Ricky Gervais e Bo Burnham… e la lista prosegue, ma mi sa che devo rispondere alle altre domande;

Cosa reputi veramente importante nella tua vita?

Credo che la cosa più importante nella vita sia lasciare qualcosa, se non si lascia il mondo un po’ migliore di come lo si è trovato, si ha sprecato una vita… e la vita vale un bel po’;

Ora veniamo al lavoro

Che lavoro fai?

Bella domanda, non lo so nemmeno io: per 13 anni ho fatto il direttore del doppiaggio e l’adattatore per videogiochi, poi mi sono buttato nella poesia performativa, nella scrittura e nella divulgazione culturale;

Qual è stato il tuo percorso? Come sei arrivato a fare questo mestiere?

Visto che sono una persona molto decisa, ho fatto di tutto: alle medie ho preso un indirizzo musicale, poi mi sono spostato sulle lingue, al liceo, già prima di finirlo mi sono messo a lavorare nel campo musicale e informatico, ho lavorato per 5 anni come tester-localizzatore in varie ditte informatiche, poi ho studiato Comunicazione musicale in Statale a Milano, ho fatto un corso di doppiaggio e adattamento, ho fatto un po’ di provini e ho capito di essere molto più portato per la scrittura che per la recitazione, quindi la mia attività parallela di slammer, nata per gioco, è diventata sempre più centrale e importante, fino a portarmi a decidere di tentare questa strada a tempo pieno;

Da quanti anni lo fai?

Mi sono potuto permettere di staccare dal doppiaggio nel 2018, quindi sono quasi 4 anni che riesco a sopravvivere di scrittura, spettacoli e
altre attività online legate alla poesia e alla letteratura
;

Per chi lavori? Hai un settore che ti piace particolarmente?

Ho la fortuna di poter lavorare per me stesso: è un po’ una maledizione, perché sono poco prolifico, nello scrivere, e ho sempre voglia di imparare cose nuove, quindi mi tuffo in un sacco di cose e mi perdo altre occasioni, ma va bene così, non mi lamenterò mai del divertimento che trovo ovunque;

Quali sono le caratteristiche che deve avere chi vuole fare il tuo mestiere?

Credo che per fare quel che faccio serva una grande fortuna e un approccio responsabilmente leggero, magari persone più “aggressive” di
me potrebbero portarlo avanti meglio, potrebbero “fare di più”, ma visto che sono per i compromessi e per il continuo migliorare, pur non
accontentandomi mai, sono ben felice di accogliere quello che ricevo. Per quanto mi riguarda, credo sia fondamentale la padronanza della lingua e il non fare il passo più lungo della gamba;

Hai mai pensato di lasciare tutto ed aprire un chiringuito come il milanese imbruttito?

Mi sono sempre chiesto quale delle due fosse migliore: scappare e vivere divertendosi, oppure restare e lottare per cambiare le cose;
hanno entrambe i loro pro e i loro contro, da una parte penso di essere di indole oziosa e di non essere scappato per paura, quindi magari c’è
un po’ di volpeuvismo nel mio dire che ho deciso di restare, ma mi consola il fatto di non essermi seduto sul privilegio di una vita di divertimento, e mi sono impegnato un pochino per lottare;

Raccontaci quella volta che hai sbagliato tutto

Difficile pescare una sola volta in cui ho sbagliato tutto, ce ne sono molte e tra esse, un sacco fanno la fortuna della mia psicologa,
altre riesco a metabolizzarle con una risata
… prima di “diventare famoso” ho tentato, come ho appena scritto di non fare, di creare uno
spettacolo di poesia e musica, in cui suonavo e cantavo, ma non è cosa, ho fatto un bel po’ pena e la fortuna è stata che ci fossero meno di 10
persone a vederlo… la volta peggiore, però, è stata quando sono stato invitato a un festival e preso dall’entusiasmo e dalla tracotanza, ho
fatto di nuovo quell’errore (mica imparo, io, devo sbagliare mille volte per capirla) e mi sono presentato convinto di poter improvvisare un
intero spettacolo tragi-comico… ho fatto schifo allo schifo;

Raccontaci quella volta che, invece, tutto è filato liscio

Mi chiedo ancora come possano essere successe così tante cose perfettamente felici, nella mia vita, che non saprei scegliere quale sia stata quella in cui mi son sentito più fortunato… il solo partecipare al primo slam, per caso, perché mancavano poeti e l’organizzatore mi ha piazzato al fianco di Filippo Timi… così… senza saperlo, oppure alla finale del noto programma a cui ho partecipato, in cui fino a 10 minuti prima di salire sulla sediona, sbagliavo ancora il testo, scritto 4 giorni prima, insomma, ripeto, sono stato molto fortunato in molte cose, nella vita;

Quali sono gli aspetti più importanti del tuo lavoro

Seppur la società, il tempo in cui viviamo e le situazioni tendano a premiare presenza, produzione ed effimera esteriorità, per come affronto io la scrittura e il mondo che vivo, cerco di credere ancora nell’onestà di ammettere di essere quello che si può, nella proattività dell’impegno e nel tentativo di non abbassare gli standard. Seppure recentemente sia un grande estimatore dei compromessi, non sopporto il sedersi sugli allori o il credersi chissà chi, quindi penso che il macinare sempre qualche miglio sia fondamentale per essere appagati dall’essere dalla parte giusta;

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Avendo sempre tentato di mischiare lavoro e divertimento, non ho mai avuto una linea di demarcazione netta tra tempo occupato e tempo libero, anzi, quando non ho nulla da fare ho anche un po’ paura e mi prende l’horror vacui, quindi penso che quel che faccio come “lavoro” sia
spesso felicemente accolto nelle ore di tempo libero e viceversa
, comunque mi appassiona l’informatica, la letteratura, la musica, il cinema, il teatro e tanto altro, quindi ho un bacino abbastanza ampio da cui pescare per tenermi occupato;

Ci consiglieresti 3 libri da leggere assolutamente per il tuo lavoro

Per il mio lavoro è difficile trovare testi “universali”, perché ognuno è affine a un genere, a un tipo di scrittura e a un mondo che è unico e personale, quindi quel che è servito a me, potrebbe essere totalmente inutile o addirittura avverso ad altre persone, quindi direi che la cosa più importante sia leggerli, questi dannati libri… eheh… se poi torniamo alle classifiche, il mio libro preferito è I quasi adatti di Peter Hoeg, ma non credo aiuti nel mio lavoro, ci sono due manuali italiani per imparare cosa sia e come fare un Poetry Slam (“Guida liquida al poetry slam” e semplicemente “Poetry Slam“), ma, davvero, per esprimere se stessi bisogna riempirsi di linguaggi altrui e trovare il proprio, quindi leggere è spesso più importante che scegliere cosa leggere;

E 3 libri, invece, che non riguardano il lavoro?

Se leggessi prima tutte le domande, non me le rovinerei… eheh… come detto, il mio libro preferito, ma direi che La pioggia prima che
cada
(di Cohen), Più che umano (di Sturgeon), Mattatoio n.5 (di Vonnegut), Guida galattica per autostoppisti (di Adams), un po’ tutto
Asimov, un po’ tutto David Lodge e un po’ tutta Amelie Nothomb… ecco… smetto, altrimenti torno alle liste infinite come all’inizio;

Consigliaci 2 tool essenziali per il tuo mestiere

Penso che la curiosità di sapere cosa sia la poesia performativa possa partire dai siti di condivisione video e audio (i podcast sono una gran risorsa), passi dai social network, faccia una tappa da LiberLiber, Wikisource, Archive.org e tanti archivi digitali ricchi di cultura;

Secondo te, come si evolverà il tuo mestiere nei prossimi 5 anni?

Essendo nel pieno boom, nonostante la situazione mondiale, penso che l’evoluzione della poesia performativa e della letteratura possa solo esplodere sempre di più e portare a una maggiore consapevolezza dei fruitori, che avranno a disposizione sempre più materiale e occasioni di consumo/aggregazione, quindi penso e spero che non possa che migliorare, anche se già ora è un bel traguardo il non averla lasciata spegnere o scemare;

Cosa ti auguri per il prossimo anno?

Spero di portare a termine un progetto molto importante e mi auguro che apra altre strade all’arte e alla comunicazione, poetica e non, perché avendo il privilegio di potermi dedicare a questo, non mi sentirei a mio agio se non facessi il possibile per rendere più fruibile l’arte e per
lanciare ponti dove prima non si pensava possibile;

L’ultima domanda fattela tu! Come Marzullo fatti una domanda e datti una risposta (se vuoi)

“Che ci faccio qui?” “Ma intendi su questo sito?!” “Anche… sì, ma in generale” “Beh, su questo sito ti ha invitato quell’anima grande di
Demetrio Orecchio, che tiene a cose e persone, e si impegna per rendere possibile tutto questo; in generale è un po’ difficile partire dall’inizio e dare una motivazione… l’evoluzione e il caso hanno fatto sì che tu potessi risuonare con un po’ di esseri viventi, quindi vedi di continuare a vibrare e, sopratutto, non smettere mai di ascoltare con tutti i sensi, che non è che si abbia molto altro, nella vita”

Simone è bravo!! Volete una piccolissima prova della sua bravura?

Cosa ci portiamo a casa da questa bella intervista:

  • Simone cerca di credere ancora nell’onestà di ammettere di essere quello che si può, nella proattività dell’impegno e nel tentativo di non abbassare gli standard
  • Per potersi solo avvicinare a fare questo mestiere, bisogna leggere, leggere ed ancora leggere
  • La cosa più importante nella vita sia lasciare qualcosa. Bisogna lasciare il mondo un po’ migliore di come lo si è trovato

Simone lo potete trovare su praticamente tutti i social. Vi lascio i suoi riferimenti per seguirlo